Dopo un anno di pausa dovuta alla pandemia, riprendono i lavori de “La pneumologia nella Città bianca: update in malattie respiratorie”, il convegno organizzato presso l’Hotel Monte Sarago dal direttore Uoc Pneumologia e Riabilitazione Respiratoria presso l’Ospedale civile di Ostuni, Pierluigi Bracciale.
Giunto alla quinta edizione, il convegno ha avuto inizio nel pomeriggio di ieri, giovedì 25 novembre, con l’omaggio al dottor Elio Spennati, direttore di lungo corso del reparto di cardiologia del nosocomio ostunese. Alla famiglia del compianto medico e consigliere comunale, mancato improvvisamente a causa di un malore lo scorso 1° novembre, è stata consegnata una targa che testimonia la riconoscenza professionale e umana nei confronti di Elio Spennati, da parte del personale medico e sanitario del reparto di pneumologia.
Il convegno, durante il quale si avvicendano le relazioni di circa cinquanta professionisti provenienti dalla Puglia e da tutta Italia, è rivolto a medici chirurghi, a infermieri e fisioterapisti, che si danno appuntamento per discutere sulle malattie respiratorie e fare il punto sulle reali possibilità diagnostiche e terapeutiche delle patologie polmonari.
L’obiettivo comune è quello di migliorare la comprensione sull’insorgenza e l’evoluzione delle malattie broncopolmonari e intervenire più precocemente ed efficacemente sia in termini preventivi che terapeutici. Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo, intervenuto per rendere omaggio all’indispensabile lavoro dei medici soprattutto durante il picco pandemico.
«Ci è voluto un grosso impegno per portare a compimento l’organizzazione di questa quinta edizione – spiega il Prof. Bracciale – dedicata soprattutto all’aspetto medico-legale delle patologie respiratorie conseguenti all’infezione da Covid Sars, ma ce l’abbiamo fatta. Accanto all’entusiasmo che caratterizza questa tre giorni di lavori, nutriamo tutti la grande speranza che il virus non torni a mietere vittime, mettendo in difficoltà il sistema ospedaliero territoriale. Parleremo della nostra esperienza durante i circa otto mesi in cui il nostro ospedale è stato trasformato in presidio Covid e dei trattamenti, anche tra i più all’avanguardia, che si eseguono per trattare le polmoniti da Covid. Purtroppo il pericolo che si possa ritornare a uno stato d’emergenza esiste e potrebbe arrivare a margine delle festività natalizie. L’unico strumento che abbiamo per scongiurare questa eventualità è il vaccino, ma tanta gente ancora, dopo quasi due anni di pandemia, non vuole capirlo.
Ci sono ancora tanti adulti non vaccinati e questo incide tantissimo su aumento dei contagi e dei ricoveri. Proprio l’altro ieri abbiamo ricoverato una persona di 32 anni con polmonite, non vaccinata, e ora siamo in attesa di capire se la causa è appunto il Covid. È chiaro che vi è una responsabilità diretta nella diffusione del virus a carico di chi può fare il vaccino, ma si sottrae per scelta. Dobbiamo continuare a difendere le persone fragili, gli anziani e il personale medico-sanitario, che sono le categorie più esposte alle forme gravi di Covid e per farlo dobbiamo vaccinarci, non c’è altra soluzione.
In ricordo innanzitutto del grande uomo e poi del grande professionista che è stato Elio Spennati – conclude Pierluigi Bracciale – il reparto di pneumologia dell’ospedale di Ostuni ha fatto realizzare una targa a testimonianza dell’immenso contributo che Elio ha dato alla comunità civile e scientifica della nostra città, lasciando in tutti noi un vuoto incolmabile».
«Il congresso di Ostuni è una bella iniziativa che consolida la storica vocazione pneumologica della Città bianca – spiega il dottor Giuseppe Valerio, già direttore medico del reparto di Ostuni e mentore del dottor Bracciale – coniugata sapientemente dal Prof. Bracciale alle metodologie più innovative, in special modo nella cura dell’insufficienza respiratoria. Grazie a queste competenze, l’unità complessa ostunese si è distinta nella cura delle patologie polmonari da Covid, che richiede appunto notevoli cognizioni in campo fisiopatologico, di ventilazione assistita e controllata. Oltre a questo, ci sono le nuove sfide come quella delle fibrosi polmonari, o della gestione delle bronchiti cronico-ostruttive, che vedono cambiate le esigenze di assistenza. Oggi si ricorrere infatti, oltre alle terapie farmacologiche, a cure che contemplino la fisio-chinesi terapia, l’assistenza domiciliare e la prevenzione».





