La Regione Puglia si è costituita parte civile nel processo di femminicidio di Federica Ventura

Federica Ventura, una insegnante di 40 anni madre di due bambini, fu uccisa da suo marito, Ferdinando Carella, la notte del 18 febbraio scorso nella loro casa di Troia, in provincia di Foggia. L’omicidio avvenne di notte, nel corso di una violenta lite mentre i figli della coppia dormivano nella cameretta accanto. Ferdinando Carella uccise sua moglie con sette coltellate e poi tentò il suicidio, conficcandosi il coltello da cucina, arma del delitto, nel petto. Fu ricoverato in gravi condizioni, ma si salvò.

Nel processo penale per l’omicidio di Federica Ventura la Regione Puglia ha deciso di costituirsi parte civile insieme alla famiglia della vittima e ai Centri antiviolenza “Telefono Donna” di Foggia e “Giulia e Rossella” di Barletta.

«La decisione di costituirsi parte civile in un processo per femminicidio – ha affermato il presidente della Regione Puglia, Michele Emilianoha una forte valenza simbolica perché afferma, anche nelle aule dei Tribunali, che la violenza sulle donne non è mai una questione privata, ma costituisce una profonda ferita per la società tutta, e che è responsabilità di tutti e di ciascuno adoperasi per contrastarla, a cominciare dalla pubbliche istituzioni. Le donne in Italia continuano ad essere uccise, stuprate e molestate. E troppi sono i figli testimoni di tanta violenza e crudeltà. Non è possibile cambiare questa drammatica realtà– conclude Emiliano- se non ci adoperiamo tutti per un profondo e radicale mutamento di una cultura e di una concezione distorta delle relazioni uomo-donna che ancora oggi minano l’autodeterminazione, la libertà e finanche la vita delle donne».