Il Governo fa un passo indietro e rinuncia a impugnare la legge della Regione Puglia 57/2018, che aveva introdotto, a novembre, l’obbligatorietà del Codice identificativo per le strutture ricettive non alberghiere. La notizia arriva dall’Avvocatura Generale dello Stato.

Ha avuto quindi esito positivo la nota con cui la Regione Puglia aveva chiesto al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo di desistere dall’impugnativa, anche a seguito della sentenza emessa nello scorso aprile dalla Corte Costituzionale, che si era pronunciata su un’analoga impugnativa nei confronti della Regione Lombardia.

La Regione Puglia potrà così riprendere il percorso intrapreso per combattere l’abusivismo con il censimento di tutte le strutture ricettive non alberghiere, che dovranno dotarsi di un codice identificativo obbligatorio.

Grande soddisfazione è stata espressa dall’assessore all’Industria Turistica regionale, Loredana Capone. «Abbiamo voluto dotare di un codice identificativo– afferma l’assessore Capone- tutte le strutture ricettive non alberghiere, che a differenza degli alberghi , sono soggette a vincoli meno stringenti, per porre un argine al proliferare dell’abusivismo e garantire un sistema di accoglienza nel rispetto delle regole. Il contenzioso sollevato dal Governo ci era sembrato inutile e ingiusto, posto che, cosa ancora più grave, una legge sull’argomento, più volte annunciata, non era stata ancora emanata; e soprattutto in questo momento in cui dobbiamo difendere la crescita del turismo e garantire trasparenza e legalità nei confronti di chi invece rispetta le leggi e paga le tasse.

La Regione Puglia– continua Loredana Capone- ha inteso creare una mappa del rilevante fenomeno della concessione in godimento a turisti di immobili di proprietà, a prescindere dallo svolgimento di una attività imprenditoriale, proprio per poter esercitare al meglio le proprie funzioni di vigilanza e controllo delle attività turistiche. Con Pugliapromozione abbiamo commissionato numerose ricerche per conoscere l’entità del sommerso nel settore ricettivo in Puglia.

Che esista in Puglia una proliferazione di strutture non alberghiere, non tutte codificate, lo dimostrano le migliaia di annunci sui vari siti di prenotazioni, oltre ai dati di Federalberghi.
Adesso, finalmente- conclude l’assessore- superata l’impugnativa del Governo, con la creazione del Registro regionale delle strutture ricettive non alberghiere e l’obbligo di indicare il codice in ogni forma di promozione e pubblicità, si semplificano i controlli e si pongono le basi per diminuire l’abusivismo e garantire un’offerta nel rispetto delle regole».Novità