L'onorevole Valentina Palmisano con la Proposta di Legge del M5S sul tema dell'affido dei minori

E’ stata incardinata ieri in Commissione Giustizia la Proposta di Legge del Movimento 5 Stelle che ha come oggetto il delicato tema dell’affido dei minori.

Il testo, depositato a Montecitorio lo scorso 31 luglio con le firme di tutti i componenti del M5S in Commissione Giustizia, tra cui l’onorevole Valentina Palmisano– che è anche relatrice della proposta di legge- inizia così il suo iter per diventare Legge dello Stato.

L’obiettivo dei firmatari della proposta di legge è quello di dettare regole chiare e trasparenti in tema di affidi, per far sì che non si ripetano episodi come quelli avvenuti a Bibbiano e a Biella.

Come ha spiegato Stefania Ascari, prima firmataria del disegno di legge, la proposta interviene in primo luogo sulla disciplina degli allontanamenti coatti dei minori dal nucleo familiare, innescando maggiori garanzie per i bambini. Questa misura deve essere sempre adottata come extrema ratio quando l’incolumità del minore risulterà essere realmente minacciata e, comunque, dovrà essere a tempo non indefinito. Inoltre, dovrà essere preferita una collocazione in un contesto parentale o presso persone conosciute dal minore.

La riforma interviene anche sulla Legge n. 184 del 1983 per modificare la disciplina dell’affidamento e della revoca dello stato di adottabilità, tema quanto mai attuale alla luce di quanto emerso con l’inchiesta soprannominata “Angeli e demoni” che, in provincia di Reggio Emilia,ha portato alla luce la rete dei servizi sociali che creava nei bambini finti ricordi per strapparli alle famiglie di origine dandoli in affido retribuito a persone estranee ai minori.

La Proposta di Legge interviene inoltre sullo svolgimento dei processi: le decisioni andranno prese sulla base di fatti comprovati e non su giudizi arbitrari sulle personalità dei genitori o sui loro modelli educativi; dovranno essere i giudici a valutare sempre le opinioni dei minori relativamente ad un eventuale allontanamento dalla famiglia, e solo i giudici dovranno decidere su tempi e modi degli allontanamenti e dei collocamenti, senza dover delegare altre parti; le decisioni del giudice dovranno avere tempi ragionevoli . Ai genitori e ai parenti andrà assicurata la possibilità di frequentare liberamente i minori, anche quotidianamente.

Si interverrà inoltre anche sui controlli e sui finanziamenti alle case-famiglia e alle ONLUS. Ogni aspetto delle loro attività andrà rendicontato e poi rimborsato dalle pubbliche amministrazioni. E periodicamente saranno previsti controlli in loco da parte di magistrati, funzionari amministrativi e dall’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

«Il tema– continua Stefania Ascarinon ha colore politico. La questione dell’affidamento è diventata di primaria importanza alla luce anche dei fatti gravissimi che sono emersi a Biella e Bibbiano. E’ un dovere intervenire per dare trasparenza e attualità a queste norme. Mi auguro ci sia un grande lavoro da parte di tutte le forze politiche con la massima solidarietà sul tema che non puo’ essere strumentalizzato”.

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