Ciascun metro di spiaggia pugliese contiene 11 rifiuti di diverso genere, forma e dimensione. A farla da padrone soprattutto plastica e mozziconi di sigarette.

Ad affermarlo i dati di “Se butti male… finisce in mare!”, la seconda edizione del progetto educativo di Legambiente e Corepla (il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), che in questi mesi ha coinvolto e visto impegnati 2.000 persone tra studenti, educatori, volontari e comuni cittadini pugliesi.

In Puglia sono state sette le spiagge monitorate dal progetto, per una superficie complessiva di 12.700 metri quadri, nelle quali sono stati rinvenuti 7.283 rifiuti, con una media di 1.040 oggetti ogni 100 metri.

Questi scarti invadono i nostri litorali a causa della cattiva gestione a terra, di sistemi di depurazione inadeguati ma anche a causa dell’abbandono selvaggio ad opera di persone che non hanno alcun rispetto per l’ambiente.

Come documentano da Legambiente, nella top ten degli oggetti più trovati in spiaggia spiccano i pezzi di plastica con dimensione tra i 2,5 e i 50 centimetri (che rappresentano il 10,7% del totale): si tratta di rifiuti che sono il risultato della frammentazione di oggetti in plastica non più riconoscibili.

Al secondo posto ci sono i mozziconi di sigaretta (9,7%) che rappresentano il 9,7% degli oggetti trovati, quasi un rifiuto ogni 10. Al terzo posto ci sono  tappi, coperchi e anelli di plastica(7,5%).

Non mancano poi i classici bastoncini cotonati di plastica per la pulizia delle orecchie – che in Italia sono stati messi al bando dal 1° gennaio di quest’anno – che rappresentano il 7,2% sul totale dei rifiuti monitorati.

I pezzi di polistirolo, non riconducibili ad alcun oggetto riconoscibile, sono presenti per il 6%, e la stessa percentuale è rappresenta dalle bottiglie di plastica.

Seguono le reti per la coltivazione dei mitili con il 5,7% e la plastica monouso (4,6%).

A chiudere la classifica ci sono i materiali da costruzione (mattoni e mattonelle, ceramiche, calcinacci, fibra di vetro e materiale isolante, sono esempi dei rifiuti che rientrano in questa categoria) con il 3,2% sul totale dei rifiuti e infine le buste di plastica con il 2,8%.

«I dati rilevati dal progetto- afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – dimostrano quanto sia importante puntare a ridurre nei prossimi anni i rifiuti sulle nostre spiagge e nei nostri mari. Per questa ragione abbiamo voluto coinvolgere gli studenti per renderli non solo partecipi del problema, ma anche e soprattutto per evidenziare le soluzioni che passano sempre di più su politiche di prevenzione e sensibilizzazione, su una corretta gestione dei rifiuti a partire dalla raccolta differenziata e dal riciclo per sostenere e promuovere l’economia circolare.

In tale direzione ricordiamo anche l’importante avvio in Puglia del progetto sperimentale del Fishing for litter, promosso da Regione e Corepla, che permetterà ai pescatori di riportare a terra i rifiuti che finiscono accidentalmente nelle reti».

«La lotta al ‘marine litter’ inizia sui banchi di scuola – aggiunge Antonello Ciotti, presidente di Corepla. Da 20 anni il Consorzio è in prima linea nella promozione della cultura del riciclo dei cittadini di domani per contrastare la dispersione dei rifiuti in mare o sulle spiagge e trasformarli in nuove risorse con evidenti vantaggi ambientali, sociali ed economici».

In questi mesi gli educatori di Legambiente hanno svolto in Puglia incontri periodici in 20 classi di 7 città pugliesi portando avanti laboratori e attività ludico-didattiche, sia a scuola che sul campo, sul tema della prevenzione in tema di rifiuti.Novità