Il 26 novembre scorso, in occasione della Giornata internazionale dell’olivo istituita dall’Unesco, è stato proiettato in Senato il docu-film “Legno vivo – Xylella, oltre il batterio”, prodotto e girato da quattro giovani cineasti che hanno cercato di fare luce sulle tante ombre che avvolgono la questione.

Per quale ragione sta succedendo tutto questo? Se i monitoraggi ufficiali della regione Puglia segnalano solo un 2% di olivi positivi a Xylella e, tra gli alberi disseccati, non più del 10% di presenza del batterio, di cosa stanno morendo le altre piante? Come possiamo salvare questi monumenti della natura? E cosa rischiamo perdendoli? A queste e ad altre domande hanno cercato di rispondere gli autori, Elena Tioli, Francesca Della Giovampaola, Filippo Bellantoni e Simone Cannone, con un documentario che va oltre la questione fitopatologa.

Il documentario affronta lacune e ambiguità legate alla faccenda, come ad esempio le “cure” a base di pesticidi tossici prescritte dal decreto Martina prima, Centinaio poi, finalizzate all’eliminazione del batterio attraverso l’uccisione dell’insetto vettore. Non solo. Il docu-film è anche una testimonianza preziosa di quanto sta accadendo a livello agricolo, economico, sociale, ambientale e sanitario in Puglia.

Si parte dal Salento per arrivare in Almeria (Spagna) e si snoda attraverso interviste a professori, scienziati, agricoltori, giornalisti, costituzionalisti ed eminenti studiosi come Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale, che si chiede come è possibile che piante, anche millenarie, che hanno attraversato ogni tipo di avversità, si trovino oggi in questa situazione, in cui noi stessi rischiamo di trovarci se non invertiamo immediatamente la rotta.

E ancora: il professore emerito di Microbiologia dell’Università di Pisa, Marco Nuti, che afferma che la Xylella è endemica e che l’unica risposta è la convivenza con il batterio, così come già sta succedendo in Toscana, Francia, Corsica e Spagna, dove, malgrado la presenza del batterio, gli abbattimenti non avvengono.

Nel documentario viene dato spazio anche a chi afferma che per “la Xylella non c’è cura” e a chi vede negli abbattimenti l’unica soluzione. E poi ai diretti interessati: da un lato gli olivicoltori che difendono i propri olivi, che curati e potati con metodi tradizionali continuano a dare un ottimo raccolto; dall’altro a quelli che in piazza sui loro trattori protestano chiedendo sussidi e invocando aiuti economici.

Nella provincia di Almeria, dove il modello agricolo che oggi si sta imponendo alla Puglia ha già preso piede dagli anni 90, l’agricoltura tradizionale è stata soppiantata da quella industriale e in soli 25 anni il paesaggio è cambiato drasticamente, così come la vita di chi abita quei luoghi: falde acquifere prosciugate; fiumi che fino al 2000 portavano 90 litri di acqua al secondo, oggi non arrivano a 4; pozzi da cui non si tira su neanche una goccia di acqua; suoli sempre più sterili e devastati da fitofarmaci e fertilizzanti; emigrazione altissima e paesi abbandonati; terre svendute; acqua desalinizzata dai rubinetti delle abitazioni; campagne vuote; olivi resi improduttivi dalla potatura meccanizzata dopo neanche 10 anni dalla messa a dimora. Il sistema agricolo è stato stravolto e i paesi sono stati abbandonati.

È questo il futuro della Puglia? Perché tanta fretta di espiantare e addirittura incendiare piante sane e produttive, oppure alberi che, attraverso buone pratiche agricole e nuove sperimentazioni scientifiche, si stavano riprendendo dal disseccamento, quasi fossero scomodi testimoni del fatto che la natura – se si smette di violentarla – è in grado di riprendersi?

Il docu-film “Legno vivo – Xylella, oltre il batterio”, oltre alle risposte, pone all’attenzione dello spettatore queste domande. È un’indagine ad ampio spettro, quella affrontata dai quattro giovani artisti, fruibile al momento da chi ha contribuito, o vuole contribuire, alla raccolta fondi per sostenere le spese del progetto, ancora aperta sulla piattaforma GoFundMe.

Per ulteriori informazioni invece è possibile scrivere a info@legnovivofilm.it.

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