Due quintali di oloturie sono state sequestrate nel porticciolo di Torre Canne dagli uomini della Capitaneria di Porto.

Il sequestro, anche stavolta così come accadde nel mese di gennaio a Ostuni, in località Pilone, è avvenuto grazie ad alcune segnalazioni giunte in Capitaneria. La pesca di Oluturie (Holothuroidea), meglio conosciute come “cetrioli di mare”, è stata vietata con Decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali del 27.02.2018 n. 156.

Il motivo del divieto è legato, in particolare, al prezioso ruolo che le oloturie svolgono nella produttività dell’ecosistema marino e delle altre risorse biologiche del mare, in ragione della forte interdipendenza esistente tra gli organismi marini e del ruolo svolto da ciascuno di essi. La pesca indiscriminata dei “cetrioli di mare” potrebbe infatti causare gravi e irreparabili danni all’ecosistema marino, nonché una conseguente diminuzione della biodiversità ed alterazione degli equilibri ecologici.

Da qualche tempo il recente fenomeno della massiccia cattura di oloturie è legato all’elevata richiesta da parte dei mercati asiatici, soprattutto la Cina, nei quali questa specie è utilizzata per finalità cosmetiche oltre che alimentari.

Le oloturie sequestrate lungo il litorale fasanese, poiché ancora allo stato vitale, sono state rigettate in mare.

La Guardia Costiera ricorda che chiunque può segnalare comportamenti illeciti o situazioni dubbie al numero di centralino della Sala Operativa 0831521022, attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, oppure alla casella di posta elettronica cpbrindisi@mit.gov.it.Novità