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Ostuni
Maggio 22 2024

Riprendono le attività di monitoraggio per la tutela del fratino: due i nidi individuati da Enzo Suma

Il piccolo volatile a rischio estinzione torna a nidificare su uno dei tratti naturistici più incontaminati della costa ostunese

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Anche quest’anno alcuni esemplari di fratino, uccello protetto a rischio di estinzione, hanno scelto il litorale di Ostuni per nidificare. Sono riprese due giorni fa le attività di monitoraggio per la tutela dei primi due nidi della stagione individuati da Enzo Suma, esperto che si occupa da diversi anni in maniera volontaria del censimento e della salvaguardia della specie, su uno dei tratti naturistici più incontaminati della costa ostunese.

A darne notizia è proprio Enzo Suma, fondatore e coordinatore del Presidio pugliese per la tutela del fratino, autorizzato dal sindaco di Ostuni Guglielmo Cavallo a svolgere le opportune attività di monitoraggio e salvaguardia. Nonostante il particolare momento di limitazioni alla libertà individuale, Enzo Suma è stato autorizzato a svolgere un lavoro di fondamentale importanza per la difesa dell’ambiente naturale e della fauna, in quanto parte di esso.

Il fratino è un uccello costiero considerato a rischio estinzione, la cui tutela è promossa da leggi europee. Anche la FEE – Foundation for Environmental Education, ad esempio, da alcuni anni ha inserito la tutela del fratino come una di quelle pratiche meritevoli per l’assegnazione della Bandiera Blu. La notizia che da diverso tempo allieta gli spiriti ecologisti ostunesi e non solo è che, nonostante il preoccupante calo del numero di esemplari a livello nazionale, questo piccolo uccello è tornato a nidificare proprio lungo la nostra costa.

«Con l’allentamento delle misure restrittive imposte dal governo nazionale – spiega Enzo Sumanei prossimi giorni, con ogni probabilità, aumenterà gradualmente il numero di persone che farà visita al mare e si riverserà lungo le nostre coste. Pertanto, si rende necessario sin da subito avere contezza del numero di nidi di fratino, al fine di censirli e mettere sotto tutela quelli presenti nei luoghi considerati più a rischio.

 I rischi riguardano principalmente il calpestio delle uova, perché deposte a terra sulla costa rocciosa o sulla sabbia; la predazione da parte dei cani privati, anche al guinzaglio, e la predazione da fauna selvatica. Nei casi di maggiore pericolo, si procede a tutelare i nidi con una semplice rete cilindrica a maglia larga, che consente ai fratini di passare per covare, ma che impedisce a gabbiani, cornacchie e altri uccelli di predarne le uova.

 Mi auguro – conclude Enzo Sumadi poter sempre contare sul supporto e la collaborazione dell’amministrazione, perseguendo l’obiettivo comune di mettere in campo attività di tutela più incisive e a lungo termine, con un occhio di riguardo all’educazione ambientale anche dei bagnanti che frequentano le aree interessate dalla nidificazione del fratino».

I dati del censimento annuale, come accaduto sinora grazie all’impeccabile e appassionato lavoro di Enzo Suma, verranno comunicati al Comitato Nazionale Conservazione del Fratino.

 

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