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Ostuni
Gennaio 9 2026

Tradizioni di Ostuni: le fave

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Nella cultura contadina ostunese, e di tutto il Mezzogiorno, le fave avevano un ruolo importante, soprattutto come fonte proteica vegetale.
Dopo la seconda guerra mondiale le abitudini alimentari si sono modificate in favore delle proteine animali e molti terreni sono stati destinati ad altre colture più redditizie e richieste.

La rinascita dei legumi è avvenuta soprattutto negli ultimi 20 anni.
Progressivamente questi prodotti sono stati nuovamenti richiesti. Il rinnovato interesse ha fatto tornare nelle campagne le fave e gli altri legumi.

C’è un effetto secondario di questa saggia scelta: tutte le leguminose, come le fave, migliorano la fertilità chimica del suolo e riducono l’utilizzo di fertilizzanti azotati di origine industriale.
Le leguminose, infatti, hanno la capacità di generare la “nodulazione” mediante batteri specifici, i quali tramite le radici riescono a fissare l’ozono atmosferico nel suolo.
Questo migliora incredibilmente la fertilità del suolo, soprattutto per la cultura successiva, da qui l’intuizione della rotazione delle colture.

Esistono tre sottospecie di fave:

  • Major è una fava di grandi dimensioni, con semi appiattiti. I baccelli hanno dalle 15 alle 25 fave.
  • Equina detta fava cavallina o favetta è usata per il bestiame, ma anche l’alimentazione umana nello scatolame oppure nei minestroni surgelati.
  • Minor o detta comunemente favino, ha semi di dimensioni ridotte e a uso esclusivo per l’alimentazione animale.

Le fave hanno notevoli caratteristiche nutrizionali:

  • ho già citato le fave come fonte proteica vegetale, ma sono fonte anche di carboidrati e fibre;
  • sono povere di grassi;
  • non contengono gliadina e glutenina che sono le fonti da cui ha origine il glutine e sono quindi adatte ai celiaci;
  • sono una fonte di sali minerali (il calcio, il ferro, il magnesio, lo zinco, potassio e fosforo) e vitamine del gruppo B e vitamina E;
  • in questo periodo si trovano fresche e contengono vitamina C.

Approfittiamo di questo periodo per fare qualche ricetta tradizionale con le fave fresche. La ricetta è di mia nonna quindi le dosi sono un po’ “a occhio”, la frittata di fave novelle:

  • 4 pugni di fave fresche (molto tenere mi raccomando);
  • 8 uova;
  • 8 cucchiai di formaggio pecorino (quello bello forte);
  • Olio extravergine di oliva q.b.;
  • 8 cucchiai di mollica di pane casereccio;
  • 1 cipolla novella.

Trita la cipolla e falla imbiondire, con le fave novelle, regolati con l’olio (vacci piano).
La pentola deve essere coperta, fai raffreddare il tutto. Nel frattempo aggiungi le uova e la mollica sbriciolata, il formaggio e il sale. Amalgama tutto e completa la cottura in forno a 180°C per una quindicina di minuti circa.

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Giorgio Vignola
Giorgio Vignola
Il cibo, da buon italiano, è al centro della sua vita per interesse prima, per studio poi e per lavoro oggi. Food, fotografia e Fantasy, non per forza in questo ordine, sono gli interessi di un un novello divulgatore. Ogni settimana racconta vita, morte e miracoli di un ingrediente.
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