Una rapina violenta e fulminea ha sconvolto la tranquillità della periferia di Ostuni nella serata di venerdì, intorno alle 21. Un medico, stimato ginecologo della Città Bianca, è stato aggredito davanti all’ingresso della sua abitazione da una banda composta, secondo le prime ricostruzioni, da almeno tre persone con il volto coperto da passamontagna.
I malviventi hanno atteso il professionista all’arrivo in villa, approfittando della scarsa illuminazione della zona. L’uomo, appena sceso dall’auto, è stato colpito con un pugno alla testa e minacciato con una pistola. Sotto la pressione delle armi, i banditi lo hanno costretto a entrare in casa, dove si trovavano anche la moglie e il figlio.
Secondi interminabili di terrore per la famiglia, immobilizzata dall’aggressività del gruppo che, con voce ferma e intimidatoria, ha ordinato al medico di aprire la cassaforte. In pochi istanti i rapinatori sono riusciti a impossessarsi di denaro e di quattro orologi, compreso quello che il professionista indossava al momento dell’irruzione. Il valore esatto del bottino è ancora in fase di quantificazione.
A conferma di un piano studiato nei dettagli, la banda si è data alla fuga utilizzando anche l’auto della vittima, una Volkswagen Golf dotata di sistema di geolocalizzazione. La vettura è stata ritrovata circa quattro chilometri più avanti, in una zona collinare: non si esclude che i rapinatori abbiano effettuato un cambio di auto per evitare ulteriori tracce.
Le indagini sono affidate agli agenti del commissariato di Ostuni, coordinati dal vicequestore Michele Marinelli. La Polizia ha acquisito le immagini delle videocamere di sorveglianza dell’abitazione e potrebbe analizzare anche altri filmati presenti lungo la via per Cisternino e nell’area in cui il veicolo è stato abbandonato. Gli investigatori ritengono che i banditi avessero osservato per giorni le abitudini del medico, scegliendo un orario in cui nella zona erano attive ancora alcune attività commerciali.
Al momento non si esclude alcuna pista: la banda potrebbe appartenere alla criminalità locale oppure provenire da altre province pugliesi già note per episodi simili. Gli investigatori analizzeranno ogni fotogramma nel tentativo di individuare qualsiasi dettaglio utile a risalire ai responsabili.
Intanto, numerosi messaggi di solidarietà sono arrivati al medico e alla sua famiglia, ancora sotto choc per quanto accaduto.





