Tra gli emendamenti del governo dichiarati inamissibili anche quello sulla Xylella

Tra gli emendamenti al Decreto legislativo “Semplificazioni” cassati perché dichiarati “inammissibili” c’è anche la discutibile norma prevista dall’esecutivo che contemplava il carcere per chi si opponesse all’eradicazione degli ulivi dichiarati positivi al batterio della Xylella.

L’emendamento è stato cassato dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, in seguito ai dubbi espressi in merito dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Gli emendamenti che sono stati bocciati perché ritenuti “non coerenti” e perché “non si traducono in misure di semplificazione o di sostegno” sono stati 62 su 85.

L’emendamento nei giorni scorsi era stato oggetto di un post durissimo pubblicato sul blog di Beppe Grillo, che lo aveva definito “da film horror”.

Gioiscono coloro che da sempre contrastano la linea dura adottata dall’UE e dal governo locale e nazionale che prevede l’eradicazione, mentre piovono dure critiche sulla decisione di inammissibilità dell’emendamento da parte di coloro che sposano le misure drastiche per combattere l’avanzata del batterio.

«La previsione normativa– ha commentato Leonardo Di Gioia, assessore regionale all’Agricoltura- aveva, a mio avviso una funzione simbolica e una volontà del legislatore di conferire al taglio degli alberi un ruolo fondamentale e insostituibile. È evidente che sarebbe stato anche difficile applicarla a incensurati per i quali questo livello di condanna difatti si sarebbe poi tradotta in una sanzione pecuniaria o equivalente. Si trattava, ad ogni modo, di un segnale importante che indicava una volontà ferma del Governo di procedere velocemente con gli abbattimenti. Non credo sia drammatico lo stralcio di questa previsione se permane nell’insieme un quadro normativo che semplifica la possibilità di fare questi tagli e consente, anche con gli strumenti messi in campo dallo stesso Ministero, di ristorare coloro i quali subiscono questa grave fitopatia».

Esprime soddisfazione per la bocciatura dell’emendamento il senatore del Movimento 5 Stelle, Lello Ciampolillo che, per impedire che un ulivo dichiarato infetto fosse abbattuto, aveva eletto il terreno di Cisternino su cui sorgeva l’albero come sua residenza parlamentare. «L’emendamento è stato ritirato– ha scritto ieri in un post su Facebook il senatore pentastellato. Una lezione per tutti coloro che hanno tradito la nostra Puglia».Novità