Il rischio di perdere il cinema teatro Roma e l’ospedale, la destinazione d’uso del Foro Boario e la nuova collocazione degli uffici comunali.

Sono stati questi i temi affrontati nel corso di un incontro pubblico tra il Commissario Prefettizio del Comune di Ostuni, Maria Rosa Padovano, e i rappresentanti del Forum della Società Civile.

All’incontro hanno preso parte anche il segretario generale del Comune di Ostuni, Francesco Fumarola, Roberto Melpignano, dirigente del settore Urbanistica, Francesco Convertini, dirigente del settore Finanze e Alfredo Tanzarella, dirigente dell’Ufficio Legale.

L’incontro ha voluto affrontare, come racconta il resoconto di Enzo Cappetta, presidente del Forum, quattro argomenti di particolare attualità per Ostuni. Si è cominciato ilustrando al Commissario prefettizio il rischio concreto «di perdere il Cinema Teatro Roma, un contenitore culturale di 400 posti che ha segnato la storia della Città. Il permesso di costruzione presentato dalla società che fa capo all’acquirente, parla infatti “di una sala polifunzionale di 167 posti fissi a scomparsa, dove il cinema e il teatro appaiono residuali rispetto a musica, bar e ristorazione».

Il Commisario Padovano ha assicurato che la questione è all’attenzione degli uffici comunali, che stanno verificando vincoli di destinazione d’uso e richieste.

Si è quindi passati ad affrontare le problematiche che da tempo affliggono l’ospedale civile di Ostuni. Anche su quest’argomento Rosa Maria Padovano si è impegnata a sentire Giuseppe Pasqualone, direttore generale della Asl brindisina, per discutere delle criticità e soprattutto per avere informazioni sui lavori di ampliamento della nuova piastra, ancora fermi, nonostante le promesse.

Si è poi affrontata la discussione sulla deliberazione di giunta comunale del 20 settembre 2018, per l’Affidamento in regime di concessione pluriennale a titolo oneroso dell’area denominata “Foro Boario”.

Nella delibera in oggetto si dava la possibilità a soggetti privati di dare in concessione l’area per dieci anni con finalità che contemplavano eventi e spettacoli, attività culturali e ludiche ma anche parcheggi. La delibera, come ha reso noto il Commissario Prefettizio, è stata bloccata dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali che, in risposta alle richieste della sezione ostunese di “Italia Nostra” «ha ricordato che l’affidamento in concessione di un bene culturale su cui vigono diversi vincoli di natura archeologica e ambientale, presuppone l’autorizzazione della Commissione regionale per il patrimonio culturale, a norma dell’articolo 57 bis del Codice dei Beni Culturali Decreto Leg. 42/2004».

Infine sono state illustrate le difficoltà che sono conseguite dalla nuova collocazione degli uffici comunali presso l’Ex Pretura, «che– afferma il presidente del Forum- hanno creato diverse difficoltà ai cittadini. All’inizio si era promesso che tutti gli uffici avrebbero trovato posto nei locali della Pretura. In realtà oggi i citttadini devono spostarsi in quattro luoghi differenti.E’ stato chiesto al Commissario di riunificare gli uffici dei servizi sociali presso la Prestura e liberare i locali occupati della Biblioteca Comunale. Si è inoltre chiesto di sospendere ogni impegno di messa in vendita della scuola elementare “Vitale” e del Palazzo Tanzarella-Cenci, lasciando alla prossima amministrazione ogni decisione”.Novità