Lo spiaggiamento della posidonia è un problema antico per Ostuni e per il porto turistico di Villanova, che durante l’inverno vede accumularsi grandi quantità al suo interno. Ad aggiudicarsi l’appalto dei lavori, la MD Srl, ditta siciliana che negli scorsi giorni ha provveduto appunto alla rimozione dei residui di posidonia. La stessa società, su direttiva del Comune di Ostuni, ha trasportato la biomassa sul vicino tratto di litorale in località Creta Rossa, per dare avvio al processo di rinaturalizzazione dell’area.

«Le attività prevedono – si legge in una relazione dell’Ufficio ambiente del Comune di Ostuni – la realizzazione di barriere naturali o cordoli in posidonia, atti a impedire l’accesso e il parcheggio illegale degli autoveicoli nell’area demaniale di località Creta Rossa e colmare con materiale vegetale i tratti erosi dal passaggio degli autoveicoli che negli anni hanno distrutto il substrato vegetale portando alla luce lo strato nudo di calcarenite.

Le attività sono state eseguite nel pieno rispetto delle normative vigenti e delle “Linee guida sulla gestione delle biomasse vegetali spiaggiate” della Regione Puglia e in sinergia con la Capitaneria di Porto di Brindisi e Delegazione Spiaggia di Villanova.

Si precisa che la Posidonia prima di essere rimossa dal porticciolo e collocata a Creta Rossa è stata sottoposta ad analisi chimico-batteriologico, effettuata da Laboratorio chimico autorizzato, che hanno evidenziato l’assenza di elementi inquinanti.

Nel giro di qualche anno – continua la relazione – la posidonia verrà ricoperta da vegetazione alofila tipica delle nostre aree costiere tra cui: la gramigna delle spiagge, la camomilla marina, l’ammofila e il bellissimo giglio di mare selvatico. Queste piante riporteranno tali tratti di costa alla bellezza naturalistica di un tempo, inconsapevolmente distrutta negli anni dalle attività antropiche, e ricreeranno il naturale rifugio per varie specie di avifauna quali: occhioni, le calandre e calandrelle che hanno particolare rilievo ai fini conservazionistici.

Si ricorda ai cittadini che la posidonia spiaggiata non è un rifiuto, ma una risorsa naturale, protetta che va rispettata e riusata in progetti di rinaturalizzazione ambientale volti a ricucire le ferite inferte alla natura dall’uomo».

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