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Maggio 30 2020

Monitoraggio di Goletta Verde: «In Puglia sono 5 i tratti di costa fortemente inquinati»

Il monitoraggio di Goletta Verde, la barca di Legambiente che ogni anno batte le coste italiane per analizzare la qualità delle acque, promuove la Puglia ma, al contempo, mette a nudo alcuni situazioni critiche e contraddittorie.

Ci sono anche Canale Reale a Torre Guaceto, la foce del Canale Posticeddu ad Apani, il canale di scarico della Marina di Leuca a Castrignano del Capo e la foce del fiume Lenne di Palagiano, tra i luoghi risultati inquinati secondo lo studio di Goletta Verde, che ha preso in esame 29 siti delle coste pugliesi per evidenziarne le eventuali criticità.

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Stando a quanto illustrato a Bari, nel corso della presentazione del monitoraggio, da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, e Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde, alla presenza del direttore generale dell’Autorità Idrica Pugliese Vito Colucci, del direttore Generale Arpa Puglia Vito Bruno, e del Contrammiraglio Giuseppe Meli, Direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica, sono cinque i campionamenti che hanno fatto scattare l’allarme. Sono risultati fortemente inquinati quelli di Apani, Leuca e lo sbocco della vasca di Boccadoro a Trani; inquinati anche il Canale Reale di Torre Guaceto e la foce del Fiume di Palagiano.

I prelievi sono stati effettuati tra il 22 e il 25 giugno scorso; il monitoraggio prende prevalentemente in considerazione i punti scelti in base al maggior rischio presunto di inquinamento, individuati dalle segnalazioni dei circoli di Legambiente e degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come inquinati i campioni in cui, almeno uno dei due parametri, supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia. Mentre sono considerati fortemente inquinati quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

«È ora di dire basta ad ogni forma di alibi – ha dichiarato Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde – e di intervenire in maniera decisa per porre fine a queste emergenze che causano danni all’economia, al turismo e soprattutto all’ambiente, a partire dalla gestione delle acque reflue e al miglioramento del nostro sistema depurativo. Non va dimenticato che sono già quattro le procedure di infrazione comminate all’Italia dall’Ue con un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia arrivato pochi mesi fa. Soldi che avremmo potuto spendere per progetti innovativi a tutela del mare».

«Il risultato del monitoraggio di Goletta Verde è positivo nel suo complesso – afferma Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – anche se permangono criticità su tutti i tratti di mare interessati dalle foci di fiumi e canali».

Su cinque punti monitorati in provincia di Brindisi, tre sono risultati entro i limiti. A Ostuni, in località Torre San Leonardo spiaggia del Pilone; a Fasano, spiaggia lido Savelletri; e a Brindisi, in località Giancola.

Sono stati sei, invece, i punti campionati in provincia di Lecce, di cui solo uno è risultato fortemente inquinato: canale di scarico in località Marina di Leuca a Castrignano del Capo. Sono entro i limiti di legge, invece, i campionamenti effettuati a: Porto Cesareo, in località Torre Lapillo, sulla spiaggia libera; a Nardò, Santa Caterina/Santa Maria, presso punta dell’Aspide; a Gallipoli, Porto Gaio, presso lo scarico del depuratore; a Otranto, Baia di Otranto, sulla spiaggia di Madonna dell’Altomare; e a Vernole, presso la Riserva Naturale Le Cesine-Vernole.

Infine, sono cinque i punti monitorati in provincia di Taranto. L’unico risultato inquinato è a Palagiano, presso la spiaggia Pino di Lenne, sulla foce del fiume Lenne. Entro i limiti di legge i punti campionati a Manduria, alla foce del torrente Borraco; a Maruggio, Campomarino di Maruggio, presso la spiaggia della Commenda; a Taranto, presso la spiaggia limitrofa alla foce del fiume Ostone; e a Pulsano, presso la spiaggia libera Montedarena.

Permangono, poi, le criticità sulla cartellonistica informativa rivolta ai cittadini che, nonostante sia obbligatoria ormai da anni per i Comuni, non viene ancora rispettata. Nei 29 punti monitorati, solo in un caso- ossia ad Otranto-, presso Baia di Otranto, sulla spiaggia di Madonna dell’Altomare i tecnici di Goletta Verde hanno segnalato la presenza di questo cartello. Mentre in due casi, alla foce del Torrente Carmosina e alla foce del Canale Reale, nei punti non campionati dalle autorità competenti, non era presente il cartello di divieto di balneazione, come invece previsto dalla legge.

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