A circa due settimane dall’intervento dei Carabinieri Forestali e della Polizia Locale presso l’isola ecologica, sollecitato dalla consulta di quartiere di contrada Santa Caterina, i membri tornano sulle criticità che interessano il centro di raccolta comunale. Protocollato il documento in cui consulta e consorzio chiedevano all’amministrazione comunale di riportare la situazione alla normalità, i residenti della zona artigianale hanno atteso invano che la situazione migliorasse. Non solo, stando a quanto riportato dai cittadini di contrada Santa Caterina, la dichiarazione video dell’assessore Paolo Pinna diffusa via Facebook sulla pagina ufficiale del sindaco Guglielmo Cavallo non ha trovato effettivo riscontro nella realtà dei fatti.

«Torniamo a denunciare lo stato di degrado in cui versa il centro di raccolta rifiuti di Ostuni – si legge sulla pagina Facebook della consulta di Santa Caterinaevidenziando, ancora un volta, che i liquidi creati dalla decomposizione della frazione organica, stoccata in cassoni scoperti, anziché a tenuta stagna, invadono l’intero centro senza aver modo di defluire, rendendo l’aria irrespirabile e malsana.

A nostro parere non è riscontrabile un’adeguata viabilità interna, gli utenti sono costretti ad entrare con i propri mezzi in un’area di servizio accessibile esclusivamente al personale addetto. Inoltre – continua il post della consulta – è oggettivamente impossibile per i mezzi usati per lo stoccaggio e il conferimento agli impianti di recupero e smaltimento, effettuare operazioni di movimentazione all’interno del piazzale, poiché alcuni interventi disposti dalla precedente amministrazione riducono lo spazio per effettuare le manovre necessarie.

Siamo delusi dall’atteggiamento della attuale amministrazione, pronta ad affermare che il centro comunale di raccolta rispetta fedelmente i decreti ministeriali in vigore e ad accusare la consulta di diffondere informazioni non corrette con lo scopo di attaccare l’attuale amministrazione. La verità è che viene puntualmente trascurato il dovere primario di tutelare la salute di 180 famiglie che vivono nella Zona Artigianale e di chi ci lavora.

Infine – concludono i membri della consulta – siamo anche delusi dal totale silenzio delle forze politiche di opposizione, colpevoli finora di non aver mai sollevato la questione in Consiglio comunale».Novità