È stato un Consiglio comunale lungo e dibattuto, avviato alle ore 17 di ieri, martedì 26 novembre, e terminato per la maggioranza a una manciata di minuti dalla mezzanotte. I consiglieri d’opposizione invece hanno iniziato a disertare l’aula prima della votazione del penultimo punto all’ordine del giorno.

Assolte le formalità di rito iniziali, la giunta ha risposto alle varie interrogazioni, tra cui quella di Angela Matarrese (Tanzarella per Ostuni), relativa al divieto di accesso ai cani in quattro aree verdi della città, inclusa la villa comunale. La tanto attesa risposta dell’assessore all’ambiente Paolo Pinna, interpellato più volte da associazioni, cittadini e comitato civico, è finalmente arrivata.

«Non vorrei che si leggesse nella normativa un atteggiamento anti animalista, anzi. Stiamo avviando l’allestimento di un dog park e attuando misure a contrasto del randagismo. Questa amministrazione intende tutelare le fasce più deboli – spiega Pinna – quindi anziani e bambini, che lamentavano una condizione igienica precaria all’interno soprattutto della villa comunale. Non si capisce perché sollevare una polemica di queste proporzioni quando in gioco ci sono i cittadini che vanno maggiormente tutelati. Nessun proprietario raccoglie le deiezioni dei cani, questo è un dato di fatto. E il divieto di accesso ai cani in diverse aree verdi è anche largamente contemplato in tantissime altre città d’Italia. Se necessario chiariremo ancora meglio le ragioni della misura integrando l’atto pubblico originario».

Secca e sbigottita la risposta della Matarrese, che si dichiara «assolutamente insoddisfatta, perché il divieto non è la soluzione dei problemi. In questo caso è uno stratagemma per nascondere l’evidente incapacità dell’amministrazione comunale nel trattare un tema semplice e nell’impostare un metodo democratico per risolverlo. L’amministrazione se non altro avrebbe dovuto aprire un confronto con le associazioni e i cittadini. Da tutti mi sarei aspettata questo atteggiamento, tranne da chi ha sbandierato per mesi lo slogan #Insieme per poi agire, non solo in questo caso, in maniera totalmente dispotica. Sono peraltro convinta che il ricorso al TAR avanzato dal comitato abbia buone possibilità di essere accolto».

Parte decisamente male per l’amministrazione il confronto con l’opposizione, dai cui banchi si evidenziano incongruenze di calcolo in merito al piano economico che andrebbe a modificare il bilancio finanziario di previsione 2019/21, terzo punto all’ordine del giorno, che viene rimandato al prossimo Consiglio utile.

Approvata invece all’unanimità la modifica al piano generale degli impianti pubblicitari proposta dalla giunta, che riduce le dimensioni dei manifesti funebri da 50×70 cm a 32×45 cm, in maniera che anziché 8, possano essere affissi sulle plance comunali fino a 18 manifesti.

Inizia tra maggioranza e opposizione il dibattito sulla modifica al piano per l’applicazione dell’imposta di soggiorno. I consiglieri Domenico Tanzarella e Davide Zaccaria (liste civiche) si battono a lungo per esentare, o dimezzare, le strutture ricettive dal pagamento nei mesi di gennaio, febbraio e marzo, a cui l’amministrazione vuole invece estenderlo, e per esentare dal pagamento i grandi gruppi. Dal consigliere Angelo Pomes (PD) la proposta di rendere pubblico annualmente il gettito dell’imposta e le modalità con cui il Comune impiega le risorse per la crescita del comparto turistico e delle realtà che lo compongono.

Il consesso approva all’unanimità solo due dei quattro emendamenti avanzati da Tanzarella, Zaccaria e Pomes, procedendo all’approvazione del regolamento modificato. Gli importi applicabili solo ai primi 5 giorni di permanenza restano invariati, mentre viene esteso il pagamento di 1 euro a persona al giorno alle case vacanza. Oltre ai minori sotto i 12 anni, i disabili e chiunque dimostri di seguire terapie riabilitative, vengono esentati gli autisti e gli accompagnatori di gruppi di più di 16 persone e di gite scolastiche, i dipendenti che soggiornano per motivi di lavoro. La proposta dell’amministrazione passa con 17 voti favorevoli e 7 astenuti.

Come prevedibile, il programma per gli interventi del diritto allo studio, sesto punto all’ordine del giorno, è approvato all’unanimità.

«Dopo l’esito favorevole di due conferenze di servizi tenutesi a maggio e giugno di quest’anno per la realizzazione di un polo per l’addestramento dei cavalli, a cura della Quarter Dream di Converso Elena – spiega l’assessore all’urbanistica Eliana Peceree non essendo pervenute osservazioni in merito, il progetto di ampliamento della struttura in contrada La Rascina, in variante al PRG, può essere valutata dal consiglio comunale».

«Stiamo per discutere l’ampliamento di quattro volte e mezzo le dimensioni attuali di una struttura che ricade su area agricola – ribatte il consigliere Domenico Tanzarella – su cui mancano completamente i servizi per la fornitura di acqua e di allaccio alla fogna. Seppur condividendo l’iniziativa dell’amministrazione e apprezzando l’audacia dell’imprenditore che intende investire sul nostro territorio, ho la netta impressione che siano state affrontate con superficialità diverse questioni, che andranno rivalutate e condivise in un secondo momento con la ditta individuale proponente». Il consesso vota e respinge la proposta avanzata da Tanzarella di rimandare anche questo argomento alla prossima data di Consiglio, ma l’amministrazione non intende negoziare.

L’ingegnere Roberto Melpignano, dirigente all’urbanistica del Comune di Ostuni, chiamato in causa dal presidente Giovanni Zaccaria, spiega: «l’articolo 2 bis precisa che la presente variante al PRG costituisce ampliamento, ma non muta la destinazione urbanistica a zona agricola». Come suggerito dai banchi d’opposizione e dallo stesso Domenico Tanzarella, il testo della delibera viene integrato innanzitutto con la richiesta di sottoscrizione di un’opportuna convenzione tra Quarter Dream e Comune di Ostuni, che contempli l’organizzazione di almeno una manifestazione nazionale all’anno, l’attivazione di corsi gratuiti di ippoterapia per disabili e ragazzi problematici, il rispetto di tempi e modalità degli interventi di ampliamento dell’area e di completamento dell’iter amministrativo.

La maggioranza non cede di un passo e, prima ancora che termini il dibattito, tutti i consiglieri in forza alle liste civiche di centro sinistra abbandonano l’aula. «Gli assenti hanno sempre torto – afferma il sindaco Guglielmo Cavalloe una dipartita ingiustificata come quella di parte dell’opposizione non la comprendo e anzi la condanno, perché il rispetto dei ruoli istituzionali e delle persone viene prima di ogni plausibile esternazione di dissenso». Il settimo punto viene così approvato all’unanimità dai 16 consiglieri presenti.

«Le modifiche apportate al regolamento comunale per l’uso di spazi e suolo pubblico disposto dal Commissario prefettizio a maggio scorso – dichiara l’assessore alle attività produttive Luca Cavallosono state valutate per consentire agli esercenti commerciali di occupare gli spazi esterni anche durante il periodo prenatalizio e invernale. Viene modificato l’art 12 per un mero errore di trascrittura, invertendo i punti 3 e 4. Modificato anche l’art 13 nella parte finale, che stabilisce il termine ultimo per la presentazione delle istanze al 31 maggio. Le concessioni potranno essere rilasciate a partire da quella data, ma prevederanno l’estensione della validità oltre l’anno solare, fino quindi al 31 gennaio dell’anno successivo. I giorni in più richiesti per il nuovo anno, saranno scomputati dal totale di 240 giorni previsti per l’anno solare. L’articolo 36, riguardante il regime transitorio di adeguamento, viene cancellato. Gli elementi di delimitazione come pannelli, fioriere e ringhiere sono vietati solo in zona A e A1, mentre sono consentiti nelle altre zone, nel rispetto dello stesso regolamento. Il provvedimento di concessione dello spazio pubblico, all’art 19, non verrà rilasciato a seguito di presentazione al SUAP di SCIA, poiché la SCIA sanitaria è già parte integrante della domanda. In condizione di sovrapposizione di più di una istanza per l’uso dello stesso spazio, come riporta l’art 22, la proposta dell’amministrazione è quella di ripartire proporzionalmente le aree occupabili in considerazione delle superfici interne di somministrazione dei locali».

La concessione si estende da un minimo di 60 giorni a un massimo di 240 giorni nell’anno solare. Un mese e dieci giorni in più, rispetto a quanto previsto dal commissario prefettizio, che indicava invece un massimo di 180 giorni l’anno. Scompare del tutto l’art 36 e viene meno così la responsabilità dell’amministrazione comunale di apportare modifiche alle istanze, di concerto con le parti interessate e con il MIBAC per le aree soggette a tutela.

In un’aula istituzionale destinata a difendere l’essenza della democrazia, i 15 consiglieri di una maggioranza rimasta a questo punto completamente senza contradditorio, approvano la modifica al regolamento comunale per l’occupazione di suolo pubblico. I lavori terminano alle 23.45.

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