Una terribile storia di molestie compiute da un nonno ai danni delle sue tre nipotine.

Un settantunenne di Fasano è stato arrestato stamattina dai carabinieri con l’infamante accusa di aver abusato per anni delle sue nipotine.

Le indagini sono partite grazie alle insegnanti delle bambine che, dopo aver ricevuto le confidenze delle minori, hanno immediatamente allertato i carabinieri.

I fatti sono stati ricostruiti e cristallizzati, grazie all’aiuto di uno psicologo, e hanno portato alla luce inquietanti episodi di abusi maturati tra le mura domestiche, quando le bambine venivano affidate dai genitori alla cura dei nonni.

Gli abusi sarebbero cominciati nel 2009 nei confronti della nipotina più grande, oggi quattordicenne, e sarebbero continuati anche nei confronti delle altre due, che oggi hanno dieci anni, fino all’aprile di quest’anno. Dagli accertamenti è emerso che i presunti abusi sarebbero avvenuti con atti infidi e improvvisi, compiuti allo scopo di sorprendere le minori quando non vi erano altre persone presenti.

Gli abusi, descritti dalle vittime con drammatica lucidità, sono proseguiti nel corso degli anni e come scrivono i carabinieri sarebbero “incompatibili con semplici manifestazioni di affetto di un nonno nei confronti delle nipoti”.

Nel corso degli anni, le tre nipotine erano a tal punto terrorizzate, da chiudere a chiave la porta della stanza da letto quando rimanevano a casa dei nonni.

Le testimonianze delle minori sono state ascoltate anche da un consulente della Procura, con modalità tali da non compromettere la genuinità dei ricordi. All’esito delle indagine, all’alba di oggi, martedì 11 giugno, il settantunenne è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari emesso dal tribunale di Brindisi, su richiesta della Procura della Repubblica di Brindisi.

Il pensionato è indagato per presunti atti di violenza sessuale aggravata dall’aver commesso e reiterato il fatto in danno delle nipoti minorenni, con abuso di relazioni domestiche.

La presunta ripetizione nel corso degli anni delle gravi condotte delittuose, avrebbe dimostrato, come si legge nella notifica dell’arresto, “l’incapacità dell’indagato di contenere gli impulsi sessuali e avrebbe rivelato un concreto pericolo di reiterazione delle medesime condotte”.

All’indagato è stata applicata la misura coercitiva degli arresti domiciliari, con la prescrizione di non allontanarsi dall’abitazione senza l’autorizzazione del giudice, nonché di non comunicare in qualsiasi modo neanche per via telefonica con persone diverse da quelle che con lui convivono o che lo assistono.Novità